VOLTA A PORTUGAL
BICICLETTA, CULTURA E DIVERTIMENTO
Lugano, 17 ottobre 2009 - 25 ottobre 2009

L’avventura di questo viaggio inizia giovedì 15 ottobre 2009, alle ore 18, presso lo stadio di Cornaredo, lato fiume.
Qui vengono consegnate bici e bagagli a Patrick, destinazione Porto.
Ad accompagnarlo ci sarà il meccanico Ale, con il quale dividerà le lunghe ore di guida.
Per noi che ci trasferiremo per via aerea, la partenza è fissata per sabato 17, alle 11, dall’aeroporto di Milano Malpensa.
Sabato 17 ottobre 2009 • ARRIVO A GUIMARAES

Il viaggio si presenta tranquillo, ed il panorama che si vede dall’alto già fa sognare luoghi piacevoli.
Dopo circa due ore e mezzo di volo, un sobbalzo annuncia l’atterraggio sulla pista di Porto.
Patrick e Ale trasferiscono gli atleti con due pullmini (uno noleggiato) alla vicina Guimaraes. Alle 17.30 ora locale tutti sono sistemati nelle loro stanze.
Prima di cena ci concediamo una visita alla città (parte storica) in attesa di essere accompagnati al ristorante vicino.
I cibi si presentano buoni, ma i vini fanno subito la differenza.
La degustazione di questi, infatti, comincia subito al bar della piazzetta, e questo sarà un po’ il tema dell’intera settimana.
Alle 24 circa i più tiratardi vanno a dormire…
Domenica 18 ottobre 2009 • Guimaraes-Viseu 157 km
Sveglia alle 7.00, colazione molto abbondante e spiegazione del tragitto, sono le prime cose che caratterizzano la giornata odierna. Dopo la distribuzione delle magliette ricordo, ritrovo in piazza, foto di gruppo e partenza fissata per le ore 10.00. La temperatura si presenta molto fresca ma non fredda come sembrava al nostro risveglio. I primi 60-70 chilometri scorrono veloci, rallentati solo da qualche quadretto di porfido. Verso destra colline e monti brulli accompagnano il nostro mulinar di gambe ed il paesaggio, nel suo insieme, ricorda per certi versi il vecchio West.
Al chilometro 100 circa, le prime avvisaglie della fatica si fanno sentire ma tutti, orgogliosi come non mai, tengono duro. I tre - quattro dalla gamba buona e dalla giovane età, sembrano poter fare il vuoto ma per rispetto degli altri restano in gruppo. Io e il Rega ci concediamo una pausa di riflessione (chiamiamola così…) ma poi, punti nel vivo, andiamo a riprenderli. Il “gregario Patrick” chiude sempre tempestivamente i buchi e poi si mette a tirare…per l’intera giornata.
Il saggio “Oscar postino Freire” per problemi digestivi, sale sul furgone-ammiraglia e, sotto sotto, un po’ d’invidia c’è. Gli ultimi 30 chilometri sembrano non finire mai, solo il paesaggio e la meta quasi raggiunta riescono a mitigare la sofferenza. Finalmente, dopo l’ennesimo saliscendi, alle 17.00 si arriva all’Hotel Montebelo. Birra e Coca-Cola chiudono una tappa abbastanza impegnativa.
Per cena, minestra di zucca, capretto e baccalà vengono affogati con un vino “tinto” molto buono. Le ultime riflessioni della giornata con Elio, Renata, Franco e gli alti vengono invece accompagnate da birra e Porto Blanco fino a quando la stanchezza vince la nostra resistenza .
Lunedì 19 ottobre 2009 • Viseu-Covilha 84 km

Più tardi, però, una grossa rotonda avverte che la parte dura sta per arrivare; infatti il cartello posto nelle vicinanze indica “Serra de Estrela”, il nostro spauracchio della giornata. Tutti sappiamo che ci attendono 30 lunghissimi –oserei dire infiniti – chilometri.

Io e il velocista “Oscar postino Freire” ce la prendiamo comoda, avendo quattro compagni di squadra in fuga.
Verso la metà della salita cerchiamo di forzare il ritmo passando dagli attuali 8 km/h agli 8.5,… convinti delle nostre possibilità di recupero…?!

Visto che l’andatura scende sotto i 5-6 km/h, la soluzione migliore è mangiare un panino, sperando che la tappa venga vinta ugualmente dai nostri .
Allo scollinare, la lieta notizia tanto attesa: tappa vinta e grigliata con birra! La discesa verso Covilha diventa solo un pro forma, se si esclude il forte vento e la foratura di Ivan.
Alle 17 siamo già ospiti dell’albergo. Alle 23, dopo il solito bicchierino tiratardi, tutti a nanna. Le previsioni danno brutto tempo.
Martedì 20 ottobre 2009 • Covilha-Coimbra 147 km
Risveglio brutto e già preannunciato dalle previsioni meteo televisive quelle di oggi. Pioggia e vento forte ci accolgono, purtroppo sempre più minacciosi. Dopo un brevissimo consulto si decide di caricare tutto sugli automezzi e di rinviare la partenza a dopo i primi 50 km: lì faremo i conti con il maltempo e verificheremo l’opportunità di ripartire i bicicletta alla volta di Coimbra.
Superata la lunga salita che da Tortoselo porta a Vida, il tempo sembra migliorare: non piove più e, verso il fondovalle, sembra schiarire ulteriormente.
Anche il gruppo B opta per questa soluzione, con Elio che segue con il furgone. Con il trascorrere dei km, il gruppo A, orchestrato dal solito “gregario” Patrick, prende il largo e raggiunge la località di Arganil. Qui nasce un tentativo di fuga del “Principe”e dell’ Oscar ma tutto si esaurisce dietro una stradina secondaria di una casa, con risatine da parte dei colleghi.
Il Gian, accortosi che il tragitto era diventato troppo corto per le sue eccelse condizioni di forma, decide per una lunga salita in solitaria, arrivando in albergo quasi al buio.
I cinque rimasti proseguono in direzione di Coimbra a passo spedito, affrontando però con prudenza le curve rese viscide dalla pioggia. Inizia così una serie di “mangia e bevi ” e su uno di questi il “Principe Alonso” parte per una fuga “bidone” destinata a fallire in partenza. Infatti il Patrick, trascinandosi a ruota lo “smilzo”, Il “silenzioso”e il “velocista”, ancora una volta chiude su di lui. (Mica male, questo gregario, è un po’ giovane ma con un paio d’anni d’esperienza potrebbe migliorare molto…forse fare anche carriera!).
Al km 50 prima sosta causa foratura: l’ammiraglia “fai da te” sostituisce la camera d’aria e si riparte. Purtroppo a 10 km dal traguardo un’altra foratura obbliga il gruppetto ad una seconda sosta. La solita ammiraglia interviene prontamente e tutto si risolve in pochi minuti. Alle 15.30 si conclude così, presso l’Hotel Oslo, anche la terza tappa. Prima di cena gita in città con stuzzichini birra e Porto Tinto.

Il dopo cena è parzialmente nelle mani di Patrick il quale ci guida lungo il fiume alla ricerca di un locale caratteristico, che però non si trova o forse è chiuso. Entriamo allora in un piccolo bar semivuoto, nella zona vecchia della città. Accomodandoci, improvvisamente ci sembra sia stracolmo, date le dimensioni minime del locale! I giri di Kalashnikov (scritto male ma capito bene!) diventano sempre più numerosi, le parole cominciano ad aumentare di numero ma a perdere di significato, e anche l’interpretazione dei discorsi richiede più tempo del solito…Come in tutte le compagnie, qualcuno sceglie saggiamente la via dell’albergo, altri guidati da uno strabiliante Roger decidono di concludere la serata entrando in un locale dove si ascoltano le canzoni interpretate dai clienti stessi. ( Karaoke ) Senza sapere come, -o forse sì- il Principe, accompagnato dallo Smilzo e dal Roger, prende il microfono e, sulle note de “l’italiano” di Cotugno dà il via ad una penosa ma divertente interpretazione musicale. (La Tachipirina a volte fa miracoli!). Certo che un italiano nato a Berna, uno svizzero e un italiano residente in Svizzera che cantano “L’italiano” si sapeva che qualche difficoltà l’avrebbero incontrata…
La cultura sappiamo tutti che è una cosa molto importante, guai trascurarla, per cui la meta successiva di questa serata speciale è un locale situato in leggera salita, di fronte a quello appena lasciato, e frequentato da studenti universitari.
Per entrare però serve la tessera universitaria. Niente paura.
Il Roger si presenta come “maestro di matematica” e chiede di essere interrogato.
“Fammi la domanda!”esclama.

Il buon Roger, deluso ma per niente rassegnato, sorretto dall’Alonso, il Patrick, ul mecanic e ul cög puntano su una panetteria ahimè chiusa, sulla strada del ritorno. Una “leggera spinta“ alla porta di vetro convince il malcapitato proprietario a farci entrare. L’occhio cade subito su dei tranci di pizza, ma la pizza senza birra non ha gusto e quindi ecco la fatidica domanda: “Come mai ghè mia la bira??”
Lo sguardo del panettiere ci convince a pagare e a far ritorno in albergo.
Siamo ormai abbondantemente nelle giornata di mercoledì.
Mercoledì 21 ottobre 2009 • Coimbra-Fatima 100 km
Qualche piccola difficoltà dà inizio alla giornata odierna. Il maltempo è sempre più minaccioso e obbliga i partecipanti ad armarsi di mantelline, gambali, guanti, cuffie…
Il generoso Ale controlla e pulisce le bici rimaste in garage e ancora sporche della giornata precedente. Il Patrick non conosce ostacoli, e con determinazione, chiama a rapporto gli uomini. La partenza in bicicletta per il gruppo A, pioggia o non pioggia, è assicurata per l’intero tragitto. Il gruppo B, forte di un nuovo entrato – il Principe Alonso – sale invece compatto sul pullmino guidato con pazienza e disimpegno da Renata, alla volta di Fatima. Inizialmente il tempo regge bene, invitando gli occupanti a scendere per proseguire in bicicletta. Fa freddo e la strada da percorrere non è delle migliori. Per questo motivo il “fido Giovanni Pol Pot ” preferisce la dolce compagnia di Renata alla nostra. Tutto sembra andare per il verso giusto, la pioggia però aumenta d’intensità e penetra attraverso le mantelline, fa freddo e l’umidità si fa sentire. Franco e l’inseparabile Adele lasciano il compito di proseguire a Roger e al suo compagno Alonso. Allo svincolo per Leira, Elio sul pullmino con a bordo i rinunciatari ( tutto sommato più oculati!) si aggrega ai superstiti del gruppo B, che vengono raggiunti quasi subito anche dal gruppo A.
Fatima è ormai a pochi chilometri da noi, la pioggia cessa e uno spicchio di azzurro preannuncia un netto miglioramento del tempo per la giornata successiva. Il luogo non offre particolari svaghi serali o ritrovi festosi per cui tutti si lasciano quasi subito cullare da un lungo sonno ristoratore.
Giovedì 22 ottobre 2009 • Fatima-Santarem 78.5 km

La distanza da percorrere è abbastanza corta per cui tutti i componenti utilizzano il mezzo a due ruote fin dalla partenza. Per il gruppo B il via verrà dato alle 10.15 mentre per quello A alle 11.00 Ricongiungimento previsto al km 50 circa, dove si pensa sia stato previsto il rifornimento. La prima fuga della giornata viene lanciata dal Rega che si butta a testa bassa –forse troppo- nella discesa che porta da Alqueidao da Serra a Porto de Mos tentativo che termina miseramente in una stradina sterrata di un contadino, dietro una curva…Alla prossima, Gian! Il Patrick se la ride di gusto. Sulla salita che sta per iniziare è previsto il GPM di giornata (però nessuno lo sa…) tutti, di buona lena, salgono agili e concentrati ma quando la progressione aumenta il Principe se ne va. I gambaveloce, mossi a compassione e divertiti, lasciano fare. L’anzianità a volte paga…!
Il velocista Oscar Postino Freire, leggermente attardato, allo scollinare parte come una moto ma l’attento Gian Rega chiude inesorabilmente il buco; gli altri lo seguono a ruota.
Silenzioso come sempre, Ivan, accompagnato dallo “smilzo cög”, aumenta l’andatura, essendo la salita pane per i loro denti; Oscar ha però sempre una soluzione a tutto ed in scia ad un camion parte per la seconda volta raggiungendo il gruppo B, partito prima.
Elio, l’attento “Direttore di Corsa”, vede tutto e scatta la squalifica. Siamo ormai al 50° km ed il rifornimento previsto sarà effettuato presso il primo ristorante sulla strada. Il rimanente tragitto non offre spunti di particolare importanza agonistica, i due gruppi si mescolano continuamente tra loro rafforzando un’amicizia già preesistente.
La serata dopo cena si conclude con Gin Tonic e birra all’Iland Bar.
Venerdì 23 ottobre 2009 • Santarem-Evora 120.5 km


Ancora oggi non si sa chi abbia vinto la tappa, probabilmente l’Oscar oppure il Rega, ma questo importa poco, importante invece è stata questa bella giornata come le altre che l’hanno preceduta, trascorsa tra paesaggi e strade bellissime ( pavè a parte! ).
Con questo arrivo siamo ormai giunti quasi alla fine del nostro viaggio: due di noi domani pomeriggio ci lasceranno per il rientro a casa con biciclette e bagagli. Per loro, come ringraziamento, è stata preparata una piacevole sorpresa in occasione della cena. Se per Ale il riconoscimento sarà leggero per Patrick sarà molto più PESANTE! Gli oggetti che verranno consegnati, estremamente diversi tra loro, hanno però l’amicizia come unico significato in comune.
Sabato 24 ottobre 2009 • Evora-Lisbona 134 km
Questa ultima tappa non ha molto da dire sul piano agonistico.
Sarà il tipo di tracciato o la media attorno ai 33,5 km/h mantenuta fino a Villa Franca de Xira, che non ha permesso fughe improvvise o programmate. Molto probabilmente si presume però sia stata la stanchezza dei partecipanti, reduci da serate di bagordi, a farla da padrona. Nessuno dei gambaveloce sembra infatti intenzionato a forzare i ritmi, anzi, quando questi si abbassano, si intravedono volti quasi sorridenti. Appaiati per quasi tutto il tragitto i sei componenti hanno il tempo per parlottare tra di loro, poi a 30 km da Lisbona il traffico aumenta, gli incroci ed i semafori creano qualche difficoltà. Il gruppo B, come consuetudine, ha parzialmente utilizzato il pulmino guidato dal paziente Elio e dalla sempre disponibile Renata, dividendo in parte i chilometri del percorso.
Alle 14.30, con largo anticipo, sulla tabella di marcia, tutti arrivano in quel di Lisbona, città che appare subito molto bella e tutta da scoprire. Ale attende il gruppo sulla soglia dell’hotel e velocemente comincia a caricare biciclette e bagagli per il rientro con Patrick. Poco dopo tutti salutano i due partenti, consapevoli che con loro se ne va gran parte dell’allegria dei giorni precedenti. Prima di cena, ormai diventati solo dei turisti in vacanza, guidati dal magistrale “Giovanni Pol Pot” visitiamo il centro di Lisbona con un sontuoso aperitivo a base di Porto Tinto. Euforici e quasi sazi, rientriamo in albergo per la cena. Sulle ali dell’entusiasmo Giovanni, ormai padrone della situazione e della città, ci riporta in centro per la seconda volta. Monumenti, chiese, teatri, fontane e musei fanno da cornice al nostro passaggio, ma alcuni di noi non perdono di vista bar e discoteche.
Il rientro di alcuni di questi componenti è abbondantemente vicino al mattino seguente.
Domenica 25 ottobre 2009
Con facce non troppo distese inizia l’ultima giornata di questa bellissima avventura. Oggi, abbandonate le velleità agonistiche, ci si concentra su quella che, in gergo, viene chiamata una visita culturale. Giovanni, la nostra guida turistica, ci spiega come sia possibile visitare la città utilizzando i mezzi pubblici messi a disposizione dei turisti. Detto fatto, tutti, con cartina in mano, visita al museo militare, e dopo alcuni chilometri a piedi si sale sui bus scoperti con due itinerari programmati: la linea blu destinata alla circonvallazione esterna, la linea rossa al centro città. Fotografie e piacevoli commenti si concludono verso le 14.30.
Rientrare a tarda sera a stomaco vuoto però non è piacevole per nessuno. Elio , ottimo organizzatore, scorge un locale consono alle nostre esigenze e in men che non si dica pone rimedio. Dieci minuti dopo tavola imbandita: pollo, patatine fritte, baccalà…il tutto annaffiato da un gradevole vino rosso. Il tempo scorre velocemente, l’aeroporto ci aspetta per il rientro: siamo ormai agli sgoccioli. Cosa dire ancora di questo viaggio che non sia già stato detto, se non confermare che quello raccolto in queste pagine è solamente un ringraziamento a chi l’ha organizzato….?
I soprannomi dati ai compagni e il racconto colorito sono stati solo un modo come un altro per dare un senso umoristico alla storia: spero di non aver offeso o amareggiato nessuno…
Con affetto “Il Principe”